
Anno d'iscrizione alla lista UNESCO: 1979
La parte centrale della città di Spalato è formata da un intreccio di strette vie pavimentate in pietra, di monumenti antichi e edifici medievali. Questi sono i resti dell’antico palazzo di Diocleziano, dal cui nucleo si sviluppò poi la città di Spalato. I resti dell’antico edificio e le modifiche medievali che sono conservati in ottime condizioni formano un complesso archeologico storico ed artistico d’immenso valore che lo portarono all’iscrizione alla lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO.
Il palazzo prende nome dall’imperatore romano Gaio Aurelio Valerio Diocleziano che lo fondò. Esso fu costruito nella terra origine dell’imperatore la provincia Dalmazia e con la funzione di residenza estiva della sua vecchiaia. Questo luogo fu probabilmente scelto per le immense risorse di pietre per la costruzione, per il clima mite e le fonti termali ricche di zolfo che servirono ad alleviare gli acciacchi del vecchio imperatore.

Si presume che i lavori di costruzione del palazzo iniziarono nel 295, dopo che Diocleziano riformando l’impero introdusse la tetrarchia. L’Imperatore si ritirò nel palazzo nel 305 dopo l’abdicazione, quando i lavori di costruzione erano ancora in corso.
In base ai nomi Zotikos e Filotas e alle numerose lettere greche iscritte nelle mura del palazzo si può supporre che i costruttori provenissero dall’Est. per la costruzione fu usta la pietra di Brazza e Seghetto vicino a Traù; mentre i dettagli delle decorazioni sono importati: le colonne in granito, le sfingi egizie, i marmi italiani e le incisioni decorative che provengono dall’isola di Prokoneso nel Mar di Marmara.
Anche se la funzione principale del palazzo fu quella residenziale, esso assomigliò al un castrum – campo militare romano. La posizione isolata, a 6 km di distanza da Salona; capoluogo della provincia e probabilmente l’orientamento militarista dell’imperatore che influenzarono la scelta della forma simile ad un campo militare. la città fu circondata da mura alte di dimensioni 175-181×216m che negli angoli furono rinforzate da bastoni pentagonali. Tutte le porte da terra del palazzo ebbero a fianco due torri ottangolari. Inoltre le principali vie del palazzo: cardo e decumanus corrispondevano alle principali vie di ogni campo militare romano: via praetoria e via principalis.
Il palazzo fu costruito con quattro porte: tre da terra e una dal mare. le porte a est e a ovest chiamate porta argentea (porta d’argento) e porta ferrea( porta di ferro) . la porta dalla parte del mare fu chiamata porta aenea (porta di bronzo), mentre l’entrata principale del palazzo fu la porta aurea o porta d’oro. La via decumanus che collegava le porte est con la parte ovest funzionalmente divideva il palazzo in due parti: la parte nord con gli edifici per la servitù, l’esercito e i magazzini e la parte sud alla famiglia imperiale. La via cardo partiva dalla porta d’oro e portava fino al peristilio, uno spazio aperta circondato da un colonnato che si trovava davanti alla residenza imperiale. Nella parte sinistra del peristilio fu costruito il monumentale mausoleo imperiale di forma ottangolare, mentre a destra i templi di Giove, Kibela e Venere. Negli appartanti dell’imperatore si entrava dal peristilio attraverso il vestibolo.
Il complesso del palazzo non ha precedenti nell’architettura antica che è il risultato della specificità della funzione e della posizione isolata. Eccellente esempio d’architettura tardo romana, quando la tendenza alla ricchezza e al figurativo delle forme prese il sopravvento sul senso della misura classica e sulla semplicità dei periodi passati.

Anche dopo la morte dell’imperatore nel 310 la vita nel palazzo continuò offrendo rifugio ai membri della famiglia imperiale. Importante fu la caduta della città di Salona in mano ai popoli slavi quando la popolazione sfollata cercò riparo entro le mura del palazzo. Questo segnò l’inizio della vita urbana e di una nuova città Spalato. Nel medioevo durante i secoli 12 e 14 avene un nuovo sviluppo architettonico quando i resti degli edifici romani, gli spazi aperti e i portici furono sostituite da case medievali in pietra. Il mausoleo dell’imperatore fu trasformato in chiesa cristiana ( il duomo) e iniziò la costruzione del romanico campanile di S. Doimo. L’arte romanica è rappresentata dalle opere del maestro Andrija Buvina e Juraj Dalmatinac che costruirono il duomo, il campanile e i ricchi palazzi nobiliari.